Alzheimer oggi: diagnosi, cura e servizi per i pazienti e le famiglie
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Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un’occasione per richiamare l’attenzione su una malattia che coinvolge non solo chi riceve la diagnosi, ma anche famiglie e caregiver, e per ricordare quanto ricerca, informazione e una presa in carico adeguata siano fondamentali lungo tutto il percorso.
In vista di questa giornata, il 17 settembre l’Associazione “Centro Dino Ferrari” ETS ha promosso, presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l’incontro “Alzheimer oggi: diagnosi, cura e servizi per i pazienti e le famiglie”. L’ampia partecipazione, in presenza e da remoto, ha confermato quanto il tema sia sentito e quanto sia importante creare occasioni di confronto capaci di offrire informazioni e strumenti concreti a pazienti, famiglie e caregiver.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del Presidente Marco Giachetti, del Direttore Sanitario Nicola Orfeo, del Direttore Scientifico Fabio Blandini, del Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale Paolo Brambilla e del Direttore di Geriatria Tiziano Lucchi. Da qui si è sviluppato il filo conduttore della giornata: mettere al centro la persona, guardando non soltanto alla diagnosi e alle terapie, ma anche all’autonomia, alla fragilità, al benessere psicologico e ai bisogni sociali.
Sul fronte della diagnosi e delle nuove prospettive terapeutiche, il Dott. Andrea Arighi, neurologo e Direttore della SSD Malattie Neurodegenerative del Policlinico di Milano, ha illustrato i profondi cambiamenti che stanno interessando l’Alzheimer. Grazie ai biomarcatori è infatti possibile riconoscere sempre più precocemente i processi biologici della malattia, attraverso il liquor e, sempre più, anche mediante un prelievo di sangue. Una diagnosi biologica più precoce apre nuove prospettive terapeutiche, dai trattamenti sintomatici alle nuove terapie anti-amiloide, e rende ancora più importante intervenire sulla prevenzione e sui fattori di rischio modificabili.
Alla diagnosi deve però affiancarsi una presa in carico che consideri la persona nella sua complessità. Su questo aspetto si è concentrata la Dott.ssa Simona Ciccone, della SSD Geriatria del Policlinico di Milano, approfondendo il ruolo della Valutazione Multidimensionale Geriatrica (VMD). Considerare insieme bisogni clinici, funzionali, psicologici e sociali permette di costruire un percorso assistenziale su misura, con l’obiettivo di preservare il più possibile l’autonomia e la qualità della vita.
Una presa in carico che prosegue anche fuori dall’ospedale, attraverso il collegamento con i servizi del territorio. Jacopo Bordoni, della S.C. Direzione Medica di Presidio – Servizio Sociale del Policlinico di Milano, ha approfondito gli strumenti a disposizione di pazienti e famiglie, dall’orientamento su invalidità civile, indennità di accompagnamento e Legge 104/92 ai servizi domiciliari, alle Case di Comunità e alle forme di protezione giuridica. Costruire una rete tra ospedale e territorio è infatti fondamentale per garantire continuità assistenziale e sostenere anche chi quotidianamente si prende cura della persona con demenza.
Proprio ai caregiver è stato dedicato l’intervento della Dott.ssa Francesca Arosio di Alzheimer Milano ODV, che ha ricordato come una diagnosi di demenza possa modificare profondamente equilibri, ruoli e relazioni familiari. Sostenere chi assiste significa quindi accompagnarlo nella ricerca di un equilibrio tra la cura dell’altro e quella di sé, ma anche riconoscere ciò che la persona con demenza può ancora fare, scegliere e condividere, preservando la relazione oltre la malattia.
Gli interventi hanno così restituito prospettive diverse ma strettamente connesse, mostrando come la multidisciplinarietà sia essenziale nella presa in carico dell’Alzheimer: ricerca, diagnosi, terapie, assistenza e supporto sociale devono dialogare tra loro e convergere attorno alla persona e alla sua famiglia.
Un principio che ha trovato una dimensione concreta anche nei punti di ascolto conclusivi, durante i quali neurologi, geriatri, psicologi, assistenti sociali, odontoiatri, terapisti occupazionali, nutrizionisti e associazioni hanno incontrato direttamente i partecipanti, rispondendo alle loro domande e offrendo uno spazio di dialogo e orientamento.
Un sentito ringraziamento va a tutti i professionisti intervenuti, alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, ad Alzheimer Milano ODV per il prezioso contributo e a tutte le persone che hanno partecipato, in presenza e online.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, quanto emerso dall’incontro ribadisce così un impegno fondamentale: continuare a far avanzare la ricerca e, allo stesso tempo, costruire percorsi di cura e assistenza sempre più vicini alle persone e alle loro famiglie.