45 anni di “Centro Dino Ferrari”: ricerca, innovazione e nuove prospettive per i pazienti
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Nel cuore culturale di Milano, alle Gallerie d’Italia, il “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano – Ospedale Policlinico, ha celebrato i suoi quarantacinque anni di attività: un traguardo che racconta oltre quattro decenni di impegno nella ricerca sulle malattie neuromuscolari, neurodegenerative e cerebrovascolari. Centro fondato e voluto dall’Ing. Enzo Ferrari in memoria del figlio Dino.
La serata è stata l’occasione per ripercorrere i risultati raggiunti e condividere le sfide che attendono il futuro della ricerca, grazie al contributo di medici, ricercatori, sostenitori e istituzioni che da anni affiancano il Centro nella sua missione: trasformare le scoperte scientifiche in nuove opportunità di cura per i pazienti.
In occasione dell’evento, Il Giornale d’Italia ha intervistato alcune delle figure che ogni giorno contribuiscono alla crescita del “Centro Dino Ferrari”, raccogliendo riflessioni e prospettive sui progetti attualmente in corso.
Tra le prospettive più significative emerse durante le interviste c’è l’ampliamento degli spazi dedicati alla ricerca. Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano, ha illustrato il progetto che interesserà l’area di Via Pace, destinata a diventare uno dei più importanti poli di ricerca biomedica del Paese.
«Tutta l’area di Via Pace sarà ampliata per diventare il più grande laboratorio di ricerca di un istituto di ricovero e cura di carattere scientifico in Italia. Avremo a disposizione mille metri quadrati nuovi dedicati alle neuroscienze, all’interno dei quali ci saranno gli spazi del “Centro Dino Ferrari”.»
Accanto ai nuovi spazi, la serata ha permesso di raccontare anche i progressi più recenti sul fronte delle terapie. Il professor Giacomo Comi, Direttore SC Neurologia, ha ricordato in particolare l’importante risultato raggiunto nell’ambito della distrofia muscolare di Duchenne.
«Ci sono progressi estremamente significativi nella distrofia muscolare di Duchenne: la settimana prossima verrà lanciato un nuovo farmaco. Siamo orgogliosi che il “Centro Dino Ferrari” abbia collaborato fin dall’inizio allo sviluppo di questa terapia.»
Il tema delle nuove strategie terapeutiche è stato approfondito anche dalla professoressa Stefania Corti, Direttrice della SSD Neurologia Malattie Neuromuscolari e Rare, che ha sottolineato i progressi compiuti negli ultimi anni nell’ambito delle malattie neurogenetiche e neuromuscolari, grazie allo sviluppo di approcci di terapia molecolare, genica e cellulare.
«Le malattie neurogenetiche e neuromuscolari negli ultimi anni hanno registrato progressi terapeutici significativi. Alcune nuove terapie sono già disponibili in clinica e altre sono all’orizzonte.»
Infine, lo sguardo si è rivolto al futuro delle neuroscienze e alla crescente integrazione delle nuove tecnologie nella ricerca. Il dottor Andrea Arighi, Direttore della SSD Malattie Neurodegenerative, ha raccontato i progetti dedicati allo studio dell’Alzheimer, alla prevenzione delle malattie neurodegenerative e al ruolo sempre più strategico dell’intelligenza artificiale.
«La ricerca sta procedendo a passi da gigante e l’intelligenza artificiale ha dato una spinta importante all’innovazione. Spero che nei prossimi cinque anni arrivino molte novità, sia terapeutiche sia diagnostiche.»
Le parole raccolte durante la serata restituiscono il senso di un impegno che continua a evolversi: nuovi spazi, nuove terapie, tecnologie sempre più avanzate e una visione condivisa, orientata ai bisogni dei pazienti. Quarantacinque anni di ricerca hanno contribuito a costruire conoscenze, competenze e opportunità di cura che oggi guardano al futuro con rinnovata fiducia. Un percorso che continua grazie al lavoro di ricercatori e clinici e al sostegno di chi, da sempre, sceglie di essere al fianco della ricerca.