La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa che coinvolge il primo e il secondo motoneurone, localizzati rispettivamente nella corteccia motoria e nei nuclei motori troncoencefalici dei nervi cranici e nelle corna anteriori del midollo spinale, comportando la progressiva perdita di forza muscolare e trofismo della muscolatura scheletrica degli arti, del distretto bulbare e respiratorio. È la forma più comune di malattia del motoneurone negli adulti ed interessa tipicamente soggetti adulti, con un picco tra la quinta e la sesta decade di età. Ha un’incidenza di 2-3 casi per 100.000 abitanti/anno e una prevalenza di 4-6 casi per 100.000 abitanti, con una sopravvivenza mediana di circa 3-5 anni dalla diagnosi. Attualmente non esistono trattamenti in grado di arrestare la progressiva degenerazione motoneuronale, seppur vi siano numerose sperimentazioni cliniche in corso. Il riluzolo (farmaco antiglutammatergico) è l’unico farmaco approvato per tutte le forme di SLA ed in grado di incrementare la sopravvivenza dai 6 ai 19 mesi.
Questa patologia è studiata in due istituti afferenti al Centro Dino Ferrari:
L’eziologia della SLA è multifattoriale coinvolgendo la combinazione di fattori genetici ed ambientali. Circa il 90% delle forme è di tipo sporadico, mentre nel restante 10% dei casi si riconosce una trasmissione familiare, prevalentemente di tipo autosomico dominante. Ad oggi sono stati identificati oltre 30 geni coinvolti nella patogenesi della SLA, alcuni dei quali hanno un contributo importante (alta penetranza) nell’insorgenza della malattia. Tra questi, l’espansione in C9orf72, è la causa genetica più frequente di SLA, provocando fino al 40% delle forme familiari e fino al 10% delle forme sporadiche. Altri geni rilevanti sono SOD1, che causa la seconda forma genetica più frequente, per cui adesso è disponibile una terapia ad uso compassionevole in Italia, TARDBP e FUS. Esistono poi altri geni, le cui mutazioni possono aumentare la suscettibilità alla SLA e ad altre malattie del motoneurone. I meccanismi patogenetici sono diversi e riguardano, tra gli altri, la disfunzione della proteostasi, le alterazioni del metabolismo dell’RNA, lo stress ossidativo, il danno mitocondriale e l’eccitotossicità da glutammato.
I sintomi della SLA hanno generalmente un esordio insidioso e variano in base alla sede di esordio:
Esordio Spinale (quasi il 70% dei casi): caratterizzato da una progressiva debolezza e atrofia, generalmente focale e distale, di un arto (mano o piede), associato alla presenza di crampi e fascicolazioni. Esistono tuttavia delle forme simmetriche e prossimali (variante flail arm) e simmetriche e distali (variante flail leg).
Esordio Bulbare (quasi il 30% dei casi): caratterizzato da disartria (difficoltà nell’articolazione della parola), seguita da disfagia (compromissione della deglutizione)e scialorrea (aumento della salivazione)
Esordio Respiratorio (meno del 5% dei casi): caratterizzato principalmente da ortopnea e dispnea per insufficienza respiratoria precoce.
All’esame obiettivo neurologico si possono individuare segni neurologici da sofferenza del 1° motoneurone (spasticità, iperreflessia, segni piramidali, perdita della destrezza) e del 2° motoneurone (debolezza, atrofia muscolare, fascicolazioni, iporeflessia).
La sintomatologia tende a diffondere con compromissione progressiva della motilità e difficoltà a camminare, prendere oggetti ed articolare la parola/assumere cibo. Il decorso è variabile ma definisce un quadro finale di inabilità motoria con difficoltà respiratoria e nutrizionale. In una percentuale che arriva al 50% dei pazienti si possono manifestare sintomi di interessamento cognitivo e comportamentale, fino a configurare una demenza frontotemporale (FTD) nel 15-25% dei casi.
Le terapie farmacologiche sono:
Attualmente esistono diverse sperimentazioni cliniche per la SLA, alcune di esse condotte nel centro trial dell’Istituto Auxologico Italiano, come la tSMS sperimentale (primo trial condotto con esito positivo).
Esistono inoltre terapie sintomatiche per la gestione di alcuni aspetti della malattia, come:
Infine, esistono terapie di supporto multidisciplinare:
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LS
Email: malattieneuromuscolari@policlinico.mi.it
Ricerca: stefania.corti@unimi.it
Link a pubblicazioni scientifiche:
– Modelli innovativi: Investigating the prevalence of MFN2 mutations in amyotrophic lateral sclerosis: insights from an Italian cohort
– Terapie traslazionali: Improved synthesis and application of an alkyne-functionalized isoprenoid analogue to study the prenylomes of motor neurons, astrocytes and their stem cell progenitors
– Approcci genetici: Stathmins and Motor Neuron Diseases: Pathophysiology and Therapeutic Targets