Le glicogenosi muscolari sono malattie genetiche rare del metabolismo del glicogeno, con una prevalenza stimata intorno a 1:20.000–1:25.000. Il difetto di un enzima specifico impedisce la normale produzione di energia a partire dal glicogeno muscolare, causando accumulo anomalo di questa molecola nelle cellule muscolari. I sintomi principali sono intolleranza all’esercizio fisico, crampi, episodi di urine scure (mioglobinuria) e, nelle forme più gravi, debolezza muscolare progressiva. Le principali forme che interessano il muscolo sono la malattia di McArdle (tipo V), la malattia di Cori-Forbes (tipo III) e la malattia di Tarui (tipo VII). La trasmissione è autosomica recessiva.
Ciascuna forma corrisponde al deficit di un enzima specifico della via metabolica del glicogeno.
Le forme che interessano prevalentemente il muscolo scheletrico comprendono:
Il quadro clinico varia in funzione dell’enzima deficitario e, in misura minore, dell’età di esordio.
Tipo II (Pompe): la malattia è trattata separatamente per la disponibilità di una terapia specifica e per la complessità del suo spettro clinico. Vedi la pagina dedicata nel nostro sito.
Tipo V (McArdle): il sintomo dominante è l’intolleranza allo sforzo con crampi muscolari durante l’attività fisica ed episodi di mioglobinuria (urine scure) dopo sforzi intensi. È caratteristico il cosiddetto “secondo vento”: dopo alcuni minuti di attività, la tolleranza allo sforzo migliora apprezzabilmente, per effetto del passaggio a substrati energetici alternativi. I livelli di creatina chinasi sierica (CK, un biomarcatore di danno muscolare) sono stabilmente elevati anche a riposo, in genere 5–50 volte i valori normali.
Tipo VII (Tarui): il quadro è simile a quello di McArdle per l’intolleranza allo sforzo e i crampi, ma il fenomeno del secondo vento è assente. Si associano frequentemente anemia emolitica lieve e iperuricemia, per aumento del turnover purinico.
Tipo III (Cori-Forbes): oltre alle manifestazioni da intolleranza allo sforzo, è presente una debolezza muscolare progressiva, inizialmente distale e poi prossimale, con possibile atrofia nelle fasi avanzate. Il coinvolgimento epatico si manifesta tipicamente nell’infanzia con epatomegalia e ipoglicemia a digiuno, e tende ad attenuarsi con l’età.
Sul piano laboratoristico, la CK è persistentemente elevata in quasi tutte le forme; l’iperuricemia è caratteristica del tipo VII. Durante gli episodi acuti si riscontra aumento della mioglobina sierica e urinaria, con rischio di insufficienza renale acuta.
La disponibilità di test biochimici per l’analisi delle attività enzimatiche residue e del dosaggio glicogeno consente di confermare o smentire il ruolo patogenetico delle varianti identificate mediante test molecolare. Il servizio di biopsie muscolari consente di fornire elementi a supporto della diagnosi
Per le glicogenosi muscolari di tipo III, V e VII non esiste attualmente una terapia enzimatica specifica approvata. La gestione si basa su interventi dietetici e comportamentali. Nella glicogenosi tipo III è indicata una dieta iperproteica con supplementazione di amido di mais crudo, per garantire un rilascio prolungato di glucosio e ridurre gli episodi ipoglicemici. Nelle forme tipo V e VII, l’assunzione di carboidrati a rapido assorbimento nei 30 minuti precedenti l’esercizio migliora la tolleranza allo sforzo, sfruttando substrati energetici alternativi al glicogeno muscolare. In tutte le forme va evitato il digiuno prolungato. L’esercizio fisico aerobico a bassa intensità, preceduto da un adeguato riscaldamento, è raccomandato per mantenere la funzione muscolare e ridurre il rischio di rabdomiolisi. L’esercizio ad alta intensità deve invece essere evitato. La fisioterapia contribuisce al mantenimento delle funzioni motorie e respiratorie. Le complicanze acute, in particolare la rabdomiolisi, richiedono idratazione intensiva e monitoraggio della funzione renale.
Le linee di ricerca più attive riguardano lo sviluppo di terapie geniche mediante vettori virali, nuove strategie per migliorare il metabolismo energetico muscolare e la caratterizzazione di biomarcatori di progressione. Il “Centro Dino Ferrari” è attivamente coinvolto in questi campi di ricerca.
Email/Telefono: malattieneuromuscolari@policlinico.mi.it
Associazioni pazienti:
– UILDM
– AIGLICOGENOSI: Associazione Italiana Glicogenosi
– International Pompe Association
– AGSD: Association for Glycogen Storage Disease
Risorse specialistiche:
– TREAT-NMD: Network internazionale malattie neuromuscolari
– Pompe Registry: database internazionale malattia Pompe
– McArdle Disease Registry: registro internazionale McArdle
– Pompe.com: informazioni complete malattia Pompe