Distrofie Muscolari Congenite

Le distrofie muscolari congenite (CMD) sono un gruppo eterogeneo di miopatie ereditarie caratterizzate da ridotto tono muscolare e debolezza muscolare presenti dalla nascita o nei primi mesi di vita. Il bambino appare caratteristicamente “molle” o “floscio”, una condizione detta “floppy baby”. Si tratta di un gruppo di patologie rare con prevalenza stimata di 1:100.000-1:500.000 nati vivi, classificate principalmente in base alla proteina muscolare alterata. Presentano tipicamente un coinvolgimento multisistemico (cervello, occhi, cuore e apparato respiratorio) con progressione che può variare da forme statiche, relativamente stabili nel tempo o solo lentamente progressive, a forme rapidamente progressive che possono ridurre l’aspettativa di vita.

Le CMD sono causate da mutazioni in diversi geni che codificano per proteine strutturali del muscolo. Il difetto proteico compromette l’integrità strutturale della fibra muscolare e la connessione con il tessuto di supporto circostante (matrice extracellulare), rendendo così il muscolo fragile e meno efficiente. L’ereditarietà è prevalentemente autosomica recessiva (il soggetto affetto riceve una copia del gene mutato dal padre e l’altra dalla madre, che saranno così definiti “portatori sani”). I principali gruppi includono: deficit di merosina (gene LAMA2), deficit di collagene VI (geni COL6A1, COL6A2, COL6A3), distroglicanopatie (con oltre 20 geni coinvolti nel pathway di glicosilazione dell’α-distroglicano, come POMT1, POMT2, FKTN, FKRP).

Le manifestazioni cliniche variano in base al tipo genetico ma includono caratteristiche comuni:

 Segni neonatali tipici: – Ridotto tono muscolare (Ipotonia) alla nascita (“floppy baby”) – Difficoltà alimentari (suzione debole, deglutizione compromessa) – Insufficienza respiratoria neonatale – Ritardo nell’acquisizione delle tappe motorie (es. sedersi, gattonare, camminare, ecc.) – Contratture articolari precoci (rigidità delle articolazioni)

Deficit di Merosina (LAMA2-CMD): – Forma completa: ipotonia severa, difficoltà respiratorie precoci, impossibilità a mantenere la posizione seduta autonomamente, alterazione della sostanza bianca cerebrale (leucodistrofia), epilessia (20-30%) – Forma parziale: ipotonia e debolezza muscolare sono moderate, lo sviluppo motorio ritardato ma la prognosi è tipicamente più favorevole.

 Deficit di Collagene VI: – Iperlassità delle articolazioni distali (mani, piedi) combinata con rigidità prossimale (spalle, anche) – Contratture precoci di anche, ginocchia, gomiti – Alterazioni cutanee (cute fragile, cheloidi, follicoli piliferi prominenti) – Insufficienza respiratoria progressiva.

Distroglicanopatie: spettro clinico molto ampio, da forme molto gravi con esordio neonatale e morte entro il primo anno di vita (sindrome di Walker-Warburg), a forme lievi con coinvolgimento cerebrale (malformazioni corticali) ed oculare (cataratta, anomalie retiniche) variabile (Muscle-Eye-Brain disease e Distrofia congenita di Fukuyama).

 

  • Valutazione clinica neonatale:esame neurologico completo, valutazione gradi di ipotonia e riflessi
  • Creatina chinasi (CK):elevazione variabile (normale nelle forme da difetto del collagene VI, molto elevata nelle α-distroglicanopatie)
  • Risonanza magnetica cerebrale:leucodistrofia (LAMA2-CMD), anomalie corticali (α-distroglicanopatie)
  • Risonanza magnetica muscolare:riconoscimento di pattern specifici di coinvolgimento delle masse muscolari, presenza di edema, grado di sostituzione fibro-adiposa
  • Diagnostica genetica: pannelli NGS (Next Generation Sequencing) per geni coinvolti nelle CMD, sequenziamento esoma clinico per quei casi negativi o dubbi.  Presso il nostro centro la ricerca dei difetti molecolari nei geni correlati viene attualmente effettuata mediante approcci di sequenziamento di nuova generazione (esoma clinico) con analisi simultanea dei principali geni coinvolti studiati e refertati mediante pannello virtuale. La validazione delle varianti nei pazienti e la ricerca delle varianti nei loro famigliari per l’accertamento dello stato di portatore è effettuata mediante sequenziamento diretto.
  • Biopsia muscolare:immunoistochimica per proteine specifiche (anti-merosina, anti-collagene VI, anti-α-distroglicano)
  • Valutazioni specialistiche:cardiologica (ecocardiogramma), oftalmologica (fundus oculi), respiratoria (spirometria, polisonnografia)

Terapie disponibili

Attualmente non esistono terapie specifiche approvate per le CMD, la gestione è sintomatica e di supporto:

Gestione respiratoria: – Supporto ventilatorio (ventilazione non-invasiva con CPAP/BiPAP, o invasiva, mediante tracheostomia, per i casi più severi) – Fisioterapia respiratoria, assistenza meccanica alla tosse – Monitoraggio saturimetria, emogasanalisi

Gestione nutrizionale: – Valutazione disfagia (FEES, videofluoroscopia)– adattamento delle consistenze degli alimenti, supplementazione calorica e/o vitaminica per i casi più lievi – Nutrizione enterale (PEG) per i casi con disfagia severa

Approccio riabilitativo multidisciplinare: – Fisioterapia: mobilizzazione passiva, prevenzione contratture – Terapia occupazionale: ausili posturali, comunicazione aumentativa – Gestione ortopedica: ortesi, chirurgia per deformità severe – Supporto neurologico: gestione epilessia, stimolazione cognitiva

Cure palliative: controllo sintomi e supporto familiare nelle forme severe

Ricerca in corso

  • Sviluppo terapie geniche con vettori AAV per LAMA2 e collagene VI
  • Exon-skipping per mutazioni specifiche
  • Terapie cellulari (cellule staminali, mioblasti)
  • Modulatori farmacologici (upregolatori proteici, anti-fibrotici)
  • Editing genomico (CRISPR) per correzione mutazioni
  • Identificazione di nuovi biomarcatori per il monitoraggio della progressione di malattia
  • Modelli cellulari per screening farmacologico

Contatti e approfondimenti

Email: malattieneuromuscolari@policlinico.mi.it

Associazioni pazienti:
UILDM: Tel. 049 8021001
Famiglie CMD: gruppi di supporto specifici

Risorse specialistiche:
TREAT-NMD
CMD International: Network internazionale CMD
World Muscle Society