Neuromielite ottica (NMOSD) e malattia da anticorpi anti-MOG (MOGAD)

La NMOSD e la MOGAD sono malattie infiammatorie autoimmuni del Sistema Nervoso Centrale, che colpiscono soprattutto i nervi ottici e il midollo spinale. La NMOSD è più frequente nelle donne e nelle popolazioni asiatiche e afrodiscendenti, con esordio tra i 30 e i 40 anni. La MOGAD colpisce anche bambini e adulti, senza forte prevalenza di genere.

NMOSD e MOGAD sono malattie autoimmuni. Nella NMOSD, il sistema immunitario produce autoanticorpi contro l’acquaporina-4 (AQP4), una proteina presente sugli astrociti; esistono tuttavia anche forme sieronegative, in cui l’anticorpo anti-AQP4 non è riscontrabile. Nelle MOGAD, gli anticorpi colpiscono la proteina MOG, presente sulla mielina. L’eziologia esatta è sconosciuta, ma si ritiene coinvolta una predisposizione genetica combinata a fattori ambientali, come infezioni virali che attivano la risposta autoimmune.

NMOSD e MOGAD si manifestano entrambe con episodi acuti, spesso gravi, che possono lasciare esiti neurologici permanenti, soprattutto se non trattati precocemente. La MOGAD può avere un decorso monofasico e tende a lasciare meno sequele, mentre la NMOSD è solitamente recidivante con attacchi molto intensi che possono lasciare sequele disabilitanti.

A differenza della sclerosi multipla, in queste malattie non si osserva un accumulo progressivo di disabilità neurologica tra un attacco e l’altro.

Entrambe le patologie colpiscono preferenzialmente il nervo ottico e il midollo spinale con manifestazioni cliniche diverse tra loro.

Principali sintomi delle NMOSD:

– Neurite ottica (spesso bilaterale, con perdita visiva severa)

– Mielite trasversa longitudinalmente estesa (paralisi, disturbi sensitivi, incontinenza)

– Sindrome dell’area postrema (nausea, vomito incoercibile, singhiozzo)

Principali sintomi delle MOGAD:

– Neurite ottica (monolaterale o bilaterale, associata ad edema della papilla ottica, con migliore risposta al cortisone)

– Mielite, spesso con coinvolgimento del cono midollare e sintomi sfinterici

– Encefalite o ADEM (più frequente nei bambini)

– Crisi epilettiche o encefalopatia (specie nei più giovani)

 

La diagnosi di NMOSD e MOGAD si basa sull’integrazione di dati clinici, laboratoristici e radiologici. Una diagnosi precoce e accurata consente un trattamento mirato e può prevenire gravi disabilità neurologiche.

  • Dosaggio anticorpale sierico con test cell-based: anticorpi anti-AQP4 per NMOSD e anti-MOG per MOGAD
  • Risonanza magnetica (RM) dell’encefalo con studio dei nervi ottici e del midollo spinale in toto con e senza mezzo di contrasto
  • Esame del liquido cerebrospinale: ricerca di bande oligoclonali (spesso assenti in NMOSD e MOGAD a differenza della sclerosi multipla), modesta pleiocitosi o iperproteinorrachia
  • Potenziali evocati visivi (PEV) e visita neuro-oftalmologica con tomografia a coerenza ottica (OCT): valutazione vie visive e misurazione dello spessore delle fibre nervose della retina

 

Terapie disponibili

1. Terapie della Fase Acuta

Vengono somministrate durante gli attacchi per ridurre l’infiammazione e favorire il recupero.

  • Trattamenti comuni: Steroidi ad alte dosi (endovena), immunoglobuline endovena e plasmaferesi.

  • Differenza chiave: La MOGAD tende a rispondere meglio agli steroidi rispetto alla NMOSD.

2. Terapie Preventive (Lungo Termine)

L’obiettivo è modulare il sistema immunitario per prevenire nuove ricadute.

NMOSD (Neuromielite Ottica)

La terapia deve essere considerata sempre dopo il primo attacco, poiché la patologia è recidivante nella maggioranza dei casi. Prevenire le recidive è fondamentale per impedire l’accumulo di disabilità.

  • Farmaci Biologici (i più utilizzati): * Anti-linfociti B (rituximab, inebilizumab)

    • Anti-complemento (eculizumab, ravulizumab)

    • Anti-interleuchina 6 (tocilizumab, satralizumab)

  • Immunosoppressori classici: Azatioprina, micofenolato, metotrexate (oggi molto poco utilizzati).

MOGAD (Malattia associata agli anticorpi MOG)

Circa la metà delle forme sono monofasiche, quindi il trattamento a lungo termine non è sempre necessario.

  • Dopo il primo attacco: Si imposta una terapia steroidea per bocca con riduzione del dosaggio molto lenta (anche diversi mesi) per ridurre il rischio di ricadute.

  • Per forme recidivanti o gravi: Si valuta la terapia immunomodulante con:

    • Rituximab

    • Cicli di immunoglobuline endovena

    • Immunosoppressori classici (azatioprina, micofenolato, metotrexate)

Nota bene: La tempestività dell’intervento è il fattore determinante per la prognosi a lungo termine in entrambe le condizioni.

Ricerca in corso

  • Identificazione di fattori di rischio
  • Identificazione di nuovi biomarcatori biologici e radiologici per la diagnosi precoce
  • Terapie innovative per contrastare l’evoluzione della malattia

Contatti e approfondimenti

Email/Telefono: malattieneuromuscolari@policlinico.mi.it / 02 5503 6504