La distrofia oculo-faringea (OPMD, Oculopharyngeal Muscular Dystrophy) è una miopatia ereditaria a esordio tardivo, caratterizzata da ptosi palpebrale progressiva, disfagia e debolezza della muscolatura prossimale. La prevalenza stimata è di circa 1:100.000 individui nella popolazione caucasica, dato probabilmente sottostimato. L’esordio avviene tipicamente tra la quinta e la sesta decade di vita. La trasmissione è prevalentemente autosomica dominante; sono tuttavia descritti rari casi a trasmissione autosomica recessiva. La malattia è causata da mutazioni del gene PABPN1, consistenti in un’espansione della sequenza codificante per alanina (da 11 fino a 12–18 ripetizioni), con conseguente formazione di aggregati proteici intranucleari. La progressione è lenta, nell’arco di decenni, e la prognosi è generalmente favorevole.
L’OPMD è una distrofia muscolare a esordio tardivo causata dall’espansione di triplette GCN nell’esone 1 del gene PABPN1, localizzato sul cromosoma 14q11. L’allele normale contiene 10 ripetizioni GCN. Le espansioni patologiche variano generalmente da 12 a 17 ripetizioni; ciascuna tripletta aggiuntiva determina l’inserimento di un’alanina supplementare nella proteina PABPN1. La proteina mutata tende ad aggregarsi formando inclusioni intranucleari, che compromettono i meccanismi di poliadenilazione dell’mRNA e, in ultima analisi, l’omeostasi della fibra muscolare
L’OPMD presenta un quadro clinico caratteristico, a progressione lenta.
Ptosi palpebrale (≈95% dei pazienti)
Disfagia (≈80–90% dei pazienti)
Fase iniziale (40–50 anni)
Fase intermedia (50–60 anni)
Fase avanzata (>60 anni)
Muscoli extraoculari (60–80% nelle fasi avanzate)
Muscolatura appendicolare
Muscolatura laringea (30–50% dei pazienti)
Test molecolare del gene PABPN1 mediante PCR con analisi della lunghezza dei frammenti, mirata alla sequenza ripetuta (GCN)n dell’esone 1.
In caso di negatività, a fronte di forte sospetto clinico, è indicato il sequenziamento dell’esone 1 per la ricerca di eventuali varianti puntiformi.
In presenza di sospetto clinico, si raccomanda l’esecuzione del test genetico per PABPN1, seguita da consulenza genetica.
Attualmente non sono disponibili terapie in grado di modificare il decorso della malattia. La gestione è multidisciplinare e finalizzata al controllo dei sintomi e al mantenimento della qualità di vita.
Email: malattieneuromuscolari@policlinico.mi.it
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