I sintomi della malattia di Alzheimer

Alzheimer Sintomi

Sintomi della malattia di Alzheimer: disturbo di memoria

Nonostante i sintomi della Malattia di Alzheimer (AD) possano essere variabili e non sempre facilmente distinguibili dal fisiologico declino cognitivo associato all’invecchiamento, nella maggior parte dei casi il sintomo d’esordio è rappresentato da un disturbo di memoria.

Questo deficit mnesico presenta alcune caratteristiche distintive: colpisce prevalentemente la memoria dichiarativa episodica, ovvero la capacità di ricordare episodi della vita o eventi accaduti in un particolare tempo e luogo, risparmiando, almeno inizialmente, i domini deputati alla memoria semantica (memoria di nozioni e concetti), alla memoria procedurale (memoria inconscia di azioni o movimenti precedentemente appresi) e all’apprendimento motorio. Tipicamente, i pazienti hanno difficoltà a ricordare eventi occorsi recentemente, lamentando spesso un problema di ‘memoria a breve termine’. Tendono a scordare date e ricorrenze, a dimenticare dove ripongono gli oggetti, ad essere ripetitivi. Dipendono maggiormente da annotazioni e promemoria o dai familiari per ricordare impegni e scadenze e per svolgere attività in cui erano precedentemente autonomi. Non sempre i pazienti appaiono consapevoli di questi disturbi, che tendono a negare o a minimizzare, e sono spesso i parenti a richiedere inizialmente una valutazione neuro-cognitiva.

Sintomi della malattia di Alzheimer: altri tipi di disturbi

Al disturbo di memoria, sintomo cardine della malattia, possono associarsi più o meno precocemente altri disturbi quali:

  • disorientamento spazio-temporale, che spesso condiziona episodi di disorientamento topografico extra-abitativo, in cui il paziente si smarrisce, non essendo più in grado di orientarsi in un ambiente familiare e di apprendere nuovi percorsi;

  • deficit delle abilità visuo-spaziali, con difficoltà a riconoscere alcune immagini e le relazioni spaziali tra gli oggetti; spesso è presente anche la prosopoagnosia, ossia l’incapacità di riconoscere volti familiari;

  • deficit delle funzioni attentivo-esecutive, per cui i pazienti divengono meno organizzati e più lenti nello svolgimento di attività e compiti, soprattutto se complessi o simultanei

  • disturbi del linguaggio, caratterizzati da difficoltà nel reperimento dei vocaboli durante la conversazione (anomie) e dall’utilizzo di parole errate per denominare gli oggetti (parafasie);

  • alterazioni psico-comportamentali, che variano dall’apatia e ritiro sociale all’agitazione psico-motoria con possibili allucinazioni e deliri.

 

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